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katori shinto ryu

 

                                                                   

Il Katori Shinto Ryu è un’antica scuola d’armi giapponese che risale al 1400 circa. L’insegnamento della scuola era destinato ai Samurai per prepararli alla battaglia nel miglior modo e nel minor tempo possibile. E’ considerato in Giappone “Tesoro Nazionale della Cultura Giapponese”.

Essendo una scuola d’armi destinata ai Samurai, si occupa esclusivamente delle armi tradizionalmente riservate a questa casta di guerrieri:

 

- la spada innanzi tutto (KATANA);

- il bastone lungo (BO);

- l’alabarda (NAGINATA);

- la lancia (YARI);

- la spada corta (kodachi).

 

Contempla l’uso contemporaneo delle due spade corta e lunga.

Le tecniche di combattimento dello stile Katori erano un tempo completate da un cospicuo panorama di tecniche a mano nuda  (ju-jutsu) e dall’uso di strumenti da lancio (shuriken/shaken), una parte delle tecniche a mano nuda è tuttora facilmente identificabile nei movimenti di base.

L’allenamento, fisicamente intenso  e molto coinvolgente del punto di vista mentale, è accessibile a chiunque e a qualsiasi età purché sufficientemente motivato. Nella pratica, infatti, ognuno ha modo di progredire secondo i propri ritmi ed ottimizzando le proprie risorse. La metodologia non prevede forme competitive di alcun genere.

Gli effetti a lungo termine della pratica producono un corpo sano e vigoroso e capace di gestire le proprie risorse in modo ottimale. Una mente calma e attenta, allenata alla rapidità di valutazione e di reazione e libera dai limiti costrittivi dell’ego. Uno spirito che nell’eliminazione della paura concretizza in modo ottimale il concetto di coraggio. Nell’insieme, un individuo migliorato nella vita quotidiana.

 

I kata di  Katori Shinto Ryu sono tutti kata in coppia (bokken contro bokken o bokken contro altre armi) eccetto i kata di Iai-jutsu (spada con lama autentica) che si eseguono necessariamente senza controparte.

Per le sue caratteristiche peculiari sia tecnico-tattiche che di metodo, presenta in modo estremamente chiaro tutti gli elementi fondamentali del combattimento (distanza, tempo, angolo ecc.) in una formula tale da poter essere considerato una sorta di "enciclopedia" del "budo" in generale.

L'allenamento in coppia favorisce un'interpretazione pressoché immediata dei risvolti applicativi delle tecniche studiate, creando al contempo un'atmosfera improntata sulla massima collaborazione tra i partecipanti.

Il tipo di movimento a cui il corpo nel suo insieme viene educato, sviluppa  una muscolatura equilibrata, un esercizio misto dei meccanismi "aerobico/anaerobico", un fisico contemporaneamente scattante e capace del massimo controllo, un'eccellente prontezza di riflessi e, non meno importante, una mente calma, attenta, pronta e creativa.

 

KATA DI KENJUTSU (bokken/bokken)

    I kata di kenjutsu sono la base fondamentale dell'allenamento del Katori Shinto ryu, e come accennato poc'anzi, ad esso fanno capo tutte le altre forme di questa scuola d'armi (Bo-jutsu, Naginata jutsu, Sojutsu ecc.): 

- Itsutsu no tachi;

- Nanatsu no tachi;

- Kasumi no tachi;

- Hakka no tachi;

- Mitsu no tachi;

- Yotsu no tachi;

- In no tachi;

- Sute no tachi;

- Hutsu no tachi.

 

KATA DI BO (bo/bokken)

   Tecnicamente, il bo ci impone una estrema precisione nella gestione e nel controllo dei movimenti, in quanto tutto l'ambito gestuale viene in un certo senso esasperato dalla lunghezza dell'arma: il bo diventa una sorta di "prolunga" che amplifica, evidenziandolo, ogni nostro piccolo errore.

Severo maestro della nostra tecnica, il bo rappresenta l'anello di congiunzione tra la tecnica senza armi e lo studio delle armi vere e proprie:

- Seriai no bo;

- Sune Hishige no bo;

- Sayu no bo;

- Kasa hazushi no bo;

- Hane tsurube no bo;

- Tate nami no bo.

 

KATA_DI_BO_(bo/bo)

 

- Ge-dan kamae no bo;

- Kasumi gakari no bo;

- Denko kamae no bo;

- In kamae no bo;

- Hiki zue kamae no bo;

- Tate zue kamae no bo.

 

KATA DI NAGINATA (naginata/bokken)

     La naginata è normalmente un po' più lunga del bo (circa uno "shaku" in più, ovvero una trentina di centimetri circa) anche se ne esistono modelli discretamente più corti o, al contrario, più lunghi.

Inoltre, sebbene la naginata non sia altro che un tipo di alabarda, la forma della sua lama, in tutto simile a quella di una katana e talvolta propriamente una lama di katana impiantata su un lungo e robusto supporto di legno, la rende sensibilmente diversa dalle corrispondenti sorelle europee: la lama delle alabarde europee era ideata per "colpire" a mo' di lunga ascia; la naginata per "tagliare" a mo' di lunga spada.

La tradizione vuole attribuire alla naginata un ruolo quasi "riservato" alle donne. In realtà essa era usata tanto in battaglia dagli "alabardieri" quanto nei palazzi dalle guardie, più o meno con le stesse finalità delle alabarde nostrane.

Essendogli interdetto l'uso della katana ("status symbol" del samurai), la componente femminile della società guerriera giapponese ne fece però davvero la "sua" arma elettiva. Tutt'oggi la maggioranza degli insegnanti giapponesi di naginata sono bravissime "maestre" che vantano alle loro spalle generazioni di esperte "guerriere".

La commistione katana-bo peculiare della naginata, la rende un'arma completa e complessa, elegante e severa. Una vera "chicca" di un passato medievale tra i più affascinanti che la storia ci riporti:

- Itsutsu no naginata;

- Nanatsu no naginata;

- Kasumi no naginata;

- Hakka no naginata.
 

KATA DI KODACHI E RYO TO (kodachi/bokken - ryo-to/bokken)

     Altro aspetto di grande importanza nello sudio del kenjutsu, è quello riguardante il "kodachi" (spada corta) e il "ryo-to" (l'uso contemporaneo di entrambe le spade, lunga e corta).

Per queste due branche del kenjutsu il patrimonio tecnico del Katori Shinto Ryu prevede 3 kata di base (con alcune possibili varianti) per il kodachi, e 4 kata di ryo-to:

KODACHI:

- Hangetsu no kodachi;

- Suigetsu no kodachi;

- Seigan no kodachi;

RYO-TO:

- Eigetsu no tachi;

- Suigetsu no tachi;

- Isonami no tachi;

- Murokumo no tachi.

 

KATA DI IAI-JUTSU

     I kata di Iai-jutsu si eseguono senza controparte e per una migliore comprensione della tecnica dell' "estrarre tagliando", propria dello Iai, è vivamente consigliato l'uso di uno Iai-to (riproduzione praticamente perfetta di una katana, con lama in acciaio o in lega di antimonio ma comunque senza filo).

La parte di Iai del Katori Shinto Ryu è più precisamente definibile come Iai-jutsu, considerato l'aspetto estremamente pragmatico dell'impostazione tecnica che lo distingue dal "do", pregno di più ampi significati spirituali.

Le sue sequenze estremamente dinamiche sono di per sé un'ottima forma di allenamento (con meccanismi di tipo prevalentemente anaerobico) sia muscolare che di scioltezza (le posizioni e i movimenti usati "a terra" costituiscono una sorta di "stretching"). Tecnicamente assai ricco (forse il più completo degli stili), risulta di assai facile lettura e pur non venendo meno allo studio esasperato dei dettagli, tipico dello Iiai, ne propone una versione talmente dinamica da farli apparire sempre molto scorrevoli:

- Kusa nagi no ken;

- Nuki tsuke no ken;

- Nuki uchi no ken;

- U-ken;

- Sa-ken;

- Happo ken;

- Yuki ai gyaku nuki no tachi;

- Zen-go chidori no tachi;

- Yuki ai migi chidori no tachi;

- Gyaku nuki no tachi;

- Nuki uchi no tachi;

- Kumo giri no iai;

- Hangetsu no iai;

- Seigan no iai;

- Mu ichi no ken;

- Mu ni no ken.

 

KATA DI SO JUTSU (yari/bokken)

    La lancia (Yari) completa il panorama tecnico delle antiche armi tradizionali e l'aspetto che ne offre il Katori Shinto Ryu completa anche il quadro delle possibilità tecniche della Katana. Brevi e sintetici, i 6 kata di Sojutsu presentano delle difficoltà peculiari (la considerevole differenza di lunghezza tra lancia e spada) che impongono un'impostazione non semplicemente tecnica del combattimento, ma al pari una gestione tattica  estremamente raffinata:

- Hiryu no yari;

- Koryu no yari;

- Tsuki dome no yari;

- Anya no yari;

- Denko no yari;

- Yoru no ya no yari.

 

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